“Un parfum à sentir”, di G. Flaubert

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Sinossi

Un profumo da annusare o I Saltimbanchi fa parte degli scritti giovanili di Gustave Flaubert. Si tratta di un racconto che l’autore stesso definisce “filosofico, morale, immorale, ad libitum” e che contiene un messaggio “triste, amaro, oscuro e scettico“: sarà compito del lettore ricercarlo nel testo e identificarlo.

Composta nel 1836, quando Flaubert non aveva ancora compiuto quindici anni, l’opera narra la storia di una famiglia di saltimbanchi sventurati che si ritrova a dover fare i conti con la fame e la povertà. Marguerite, la protagonista, è una donna brutta, invecchiata precocemente a causa delle pene che la vita le ha inflitto. Derisa e disprezzata da una società che non si cura di chi è meno fortunato, la “Rossa Laida” sarà costretta a subire il tradimento del marito Pedrillo con la saltimbanca Isabellada, una ventenne “bella, incoronata di fiori, di profumi e d’amore”. La gelosia e la rabbia prenderanno così il sopravvento e Marguerite, tanto risoluta quanto disperata, compirà un gesto estremo che sancirà il punto di non ritorno della storia, l’epilogo “bizzarro e amaro” già preannunciato dall’autore stesso nella sua introduzione al racconto.

La scelta di inserirem Un profumo da annusare o I Saltimbanchi all’interno della collana “Classici da (ri)scoprire” nasce dall’idea di rendere fruibile al lettore italiano un testo quasi del tutto sconosciuto nel nostro panorama letterario e che, al contrario, meriterebbe una grande attenzione. A differenza delle opere più note del nostro autore quali Madame Bovary, L’educazione sentimentale o Salammbô, infatti, gli scritti giovanili di Flaubert occupano ancora un ruolo marginale. Eppure le tematiche trattate e lo stile adottato lasciano già presagire la dimensione letteraria che assumerà poi il Flaubert della maturità. Il sogno, l’evasione mentale, le allucinazioni regalano attimi di speranza fugace a personaggi ben tipizzati che, annientati da una natura “che si è fatta matrigna”, lottano contro la sofferenza e le ingiustizie sociali. Alla fine chi vincerà?

La traduttrice – Ramona Loperfido

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Pugliese, classe ’84, inguaribile francofila. Sono nata e cresciuta con una passione smisurata per le lingue straniere, i libri e le parole. Da bambina il mio passatempo preferito era guardare serie tv doppiate in italiano perché volevo a tutti i costi captare i dialoghi originali leggendo il labiale degli attori. Ero convinta fosse un ottimo esercizio: con costanza e tenacia, da grande sarei riuscita a diventare una bravissima… interprete parlamentare (!). Crescendo ho avuto modo di chiarirmi idee ed ho capito che, in realtà, la mia vera vocazione era la traduzione. Così ho studiato traduzione economico-giuridica all’Université Jean Moulin di Lione e mi sono specializzata in Traduzione Editoriale presso la Scuola Superiore di Lingue Moderne per Interpreti e Traduttori di Forlì. Ho vissuto e lavorato in diverse città della Francia, da sempre il mio angolo d’Europa preferito, e attualmente sono una traduttrice e consulente linguistica freelance specializzata in francese europeo e canadese e in inglese. Lavoro soprattutto nell’ambito dell’amministrazione e del marketing aziendale, ma la letteratura rimane comunque il mio interesse più grande. Adoro la lettura in lingua originale, la scrittura creativa e i viaggi culturali. Scrivo di lingue e traduzione sul mio blog e ho un romanzo in cantiere.

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