“The Book of Nature Myths”, di Florence Holbrook

Sinossi

The Book of Nature Myths” (1902) è una raccolta di 54 storie brevi, miti folkloristici e pourquoi tales (favole eziologiche) provenienti da diverse culture del mondo, incluse quella dei nativi americani, quella greca e quella giapponese. L’autrice Florence Holbrook è stata un’educatrice, pacifista e scrittice di libri per bambini americana vissuta a cavallo tra il 1800 e il 1900.
L’opera è suddivisa in due parti: la prima è la sequenza dei 54 racconti, alcuni dei quali divisi in più parti; la seconda è una lista dei termini che compaiono nelle storie, un glossario compilato a scopo didattico: l’autrice infatti ha concepito il libro come antologia per bambini, confezionandolo a misura di “giovani menti”, come lei stessa afferma nella prefazione. Il glossario della sezione finale del libro si basa su un altro testo della Holbrook intitolato “The Hiawatha Primer” (1898), antologia che raccoglie letture per bambini testate in vere classi dell’epoca nonché antefatto di “The Book of Nature Myths”.

Quando ho scelto questo libro per la Bottega dei Traduttori, affascinata dal suo richiamo quasi esopico, ho subito pensato di produrre una versione italiana che rispettasse alla lettera le caratteristiche e lo scopo del testo di partenza, dunque una traduzione destinata a un pubblico molto giovane e inesperto. Quando poi mi sono imbattuta nella storia Why the Sea is Salt mi sono resa conto che il libro è molto più di una semplice raccolta di storie per bambini. I suoi testi sono simboli che veicolano culture, tradizioni, poesia, visioni del mondo di popoli con identità proprie, ma anche la capacità di meravigliarsi ancora di fronte alla bellezza della natura e dei suoi fenomeni. E questa capacità è insita nei bambini come anche in alcuni adulti. Per questo motivo, e perché qualche tempo fa un uomo mi ha chiesto perché l’acqua del mare è salata, ho deciso di tradurre un libro che potesse essere una piacevole favola per i più piccoli, un esempio di testo didattico e uno scorcio di storia per gli interessati, una lettura poetica per i quei grandi ancora capaci di meravigliarsi e un classico da (ri)scoprire per i lettori della Bottega.

La traduttrice – Debora Carlacchiani

debora-carlacchianiMi chiamo Debora, sono una traduttrice e interprete di trattativa freelance. Lavoro principalmente con l’inglese, occasionalmente con il francese e oniricamente con il giapponese, lingua che sto ancora studiando. Ho una laurea triennale in Mediazione Linguistica Interculturale (SSLMIT Forlì) e un Master in Translation Studies (Durham University).
Tante passioni riempiono il poco tempo che ho. La prima colpevole è la musica. Canto da soprano in un coro locale da quasi 15 anni e tra gli interessi professionali che ho sviluppato in questi anni c’è l’affascinante rapporto tra musica e traduzione. Il secondo colpevole è il teatro: una volta sono morta trafitta da una katana per mano dello spirito vendicativo di una liceale giapponese. Lunga storia. Gli altri colpevoli cambiano o restano a seconda del periodo, ma sono sempre troppi! Ah, mi piace creare. Qualsiasi cosa. Con la mia mente o con le mie mani. E riuscire a farlo con entrambi i canali è sempre motivo di grande gioia e soddisfazione. Viaggio spesso, anche attraverso la lettura. E la traduzione ovviamente. Sono diventata traduttrice perché mi sono sempre fatta la stessa domanda leggendo un libro o guardando un film: chissà com’è in lingua originale?

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