“Svetlaja ličnost’”, di Il’ja Il’f ed Evgenij Petrov

Sinossi
Svetlaja ličnost’ [Una personalità illustre] è un romanzo breve del 1928 scritto a quattro mani da Il’ja Il’f ed Evgenij Petrov, scrittori e giornalisti che, pur scrivendo in piena epoca staliniana, sono (quasi) sempre riusciti a vedere le proprie opere pubblicate. Amati e conosciuti dal pubblico russo per la loro audacia e per la precisione con cui descrivono la realtà a essi contemporanea, Il’f e Petrov scrivevano spesso opere satiriche, proprio come questo romanzo breve, l’unica loro opera in cui entra anche il soprannaturale.
Svetlaja ličnost’, infatti, racconta come nella cittadina di Piščeslav il funzionario statale Egor Karlovič Filjurin diventi accidentalmente invisibile. Da bravo uomo sovietico ligio al dovere questi non rinuncia ad andare al lavoro, dove iniziano i paradossi burocratici (e non solo) legati alla sua invisibilità. Un giorno, però, Filjurin non si presenta sul posto di lavoro e un dubbio si insinua tra la popolazione: e se mi stesse spiando? E se denunciasse le mie malefatte? Piščeslav da “città terribile” diventa una città modello, dove ognuno fa il proprio dovere ed è gentile con il prossimo. Ma la buona condotta non va a genio a tutti…
Estratto

Si verificò un avvenimento oscuro e sorprendente. Il giovane di ventisei anni, un bravo funzionario che si distingueva per la salute invidiabile, nello stesso momento perse tutto ciò che aveva: il giacchetto, la cravatta della festa e il corpo.
Restava soltanto ciò di cui Filjurin fino ad allora non aveva affatto avuto bisogno.
Restava l’anima.
E la città, cha ancora non sospettava nulla, viveva una vita normale. Nella quiete notturna riecheggiavano i suoni acuti dell’ouverture della “Carmen” che veniva suonata al club natatorio dall’orchestra bielorussa da diciassette domra.

La traduttrice – Sonia Bacchi

sonia-bacchi

Mi chiamo Sonia e ho ventiquattro anni. Le lingue per me sono sempre state una via di fuga che mi ha portato a viaggiare, a vivere all’estero e alla fine a laurearmi in Traduzione specializzata presso la (ormai ex-) SSLMIT di Forlì. L’inglese è il mio primo amore, il compagno di vita che tutti vorremmo e al quale non possiamo che essere fedeli. Poi è arrivato il russo, un colpo di fulmine irresistibile, una sorpresa continua che da sei anni, con alti e bassi, continua a farmi innamorare.
Da sempre grafomane, il suono e la consistenza delle parole mi affascinano, ma soprattutto mi affascina quello che ogni scrittore, nella sua maniera particolarissima, riesce a fare con queste o altre parole. Da qui la passione per la traduzione letteraria, perché è bello sentire quello che gli altri hanno da scrivere, ma è ancora più bello cercare di sentirlo anche in un’altra lingua. Ho voluto portare il russo nella Bottega dei Traduttori per diffondere la cultura russa e cercare di regalare anche al lettore italiano qualcosa della scrittura russa.
Linkedin: https://it.linkedin.com/in/sonia-bacchi-5b6656109

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