“La tía fingida”, di Miguel de Cervantes Saavedra

Sinossi

La tía fingida (1590-1612), è un breve racconto di Miguel de Cervantes Saavedra. Una piccola gemma della creatività preziosa e geniale di Cervantes, definito “Il principe dell’ingegno”, scoperta in un manoscritto solo nel XVII secolo. L’opera ha da subito suscitato grande interesse sia per le tematiche che per la forma (all’interno del racconto sono incluse infatti due poesie), diventando oggetto di studio letterario nell’analisi dell’opera di Cervantes.
La storia è ambientata a Salamanca, dove due studenti di La Mancha (più appassionati al divertimento che allo studio) durante una delle loro escursioni scoprono una casa in cui abitano una signora anziana e una bellissima giovane, di nome Speranza.
Una notte, dopo averle dedicato una serenata ed essere stati cacciati dalla padrona di casa con un bastone, fanno visita a un nobile signore, Don Félix, a cui raccontano della bellezza della fanciulla. L’uomo, dopo aver comunicato alla padrona il suo interesse, decide di andare quella stessa notte a trovare Speranza.
Una volta arrivato però, l’entusiasmo svanisce. Dal punto in cui si trova, ascolta una conversazione tra l’anziana (Doña Claudia) e la giovane, nella quale si scoprono gli intrecci e gli inganni della prostituzione orditi dalle donne, nonché dell’intervento della mezzana dalla quale vivono entrambe. Dopo essere stato scoperto accidentalmente, Don Félix cerca di concludere la trattativa, nonostante Doña Claudia finga di scandalizzarsi. A causa del trambusto le forze dell’ordine, guidate dal governatore, fanno irruzione in casa, arrestano le donne e le conducono in carcere. Lungo la strada per la prigione, i due studenti tentano di rapire Speranza; uno di loro tenta persino “di possederla quella notte”, desistendo dopo la minaccia dell’amico. Il giovane decide di proseguire con la servetta verso il suo paesino e sposarla con la benedizione del suo anziano papà, mentre Doña Claudia viene castigata pubblicamente a Salamanca per le sue stregonerie.
Ho deciso di proporvi questa traduzione dallo spagnolo poiché amo Cervantes e la sua straordinaria scrittura, e trovo che questo racconto, sebbene sia stato scritto quasi 400 anni fa, risulti ancora attuale e in grado di fare riflettere, deliziare e trasmettere messaggi importanti al lettore contemporaneo.

La traduttrice – Adela Allajbej Guerra

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Mi chiamo Adela e sono una traduttrice freelance. Sono nata e cresciuta in una piccola città nel cuore della vicina Albania. Nel 2001, all’età di 18 anni, sono arrivata in Italia per seguire i miei studi universitari, con una valigia piena di speranze e grandi sogni. Le lingue straniere sono state sempre un mio grande amore e senza esitazione ho scelto la Facoltà di Lingue e Lettarature Straniere come perscorso formativo, conseguendo prima la laurea breve e nel 2009 la Laurea Magistrale in Lingue e Letterature Europee e Panamericane, presso l’Università di Bergamo. Durante la carriera accademica mi sono specializzata nella lingua e letteratura inglese e spagnola, ripercorrendo e analizzando le opere letterarie da Shakespeare a Joseph Conrad, e da Cervantes de “El siglo de Oro” alla Generazione del ’27. Insieme alle lingue, la letteratura e la scrittura creativa sono le altre passioni che coltivo e cerco da sempre di mentenere vive. In questo senso, la traduzione è a mio parere la professione che permette di mescolare con naturalezza queste abilità.

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