“Die indischen Opale”, di Ludwig Rubiner

Sinossi

“L’autore pubblica nel 1910 con lo pseudonimo Ernst Ludwig Grombeck il romanzo poliziesco “Die indischen Opale” presso la casa editrice August Scherl di Berlino. […]
Die indischen Opale” rientra in quel genere di letteratura amena che agli inizi del secolo conquista il grande pubblico tedesco in seguito al successo ottenuto dalla traduzione dei romanzi criminali del francese Emile Gaboriau, delle detective-stories di Conan Doyle e della serie Nick Carter. La diffusione del genere poliziesco riflette un mutato clima sociale in cui la trasformazione industriale e capitalistica della società moderna implica un forte aumento della criminalità metropolitana. […]
Rubiner ambienta la vicenda a Berlino e apre il romanzo con il riferimento immediato alla città natale che sta vivendo il decollo industriale e l’urbanizzazione dell’inizio del secolo. L’autore condanna la città come covo di disumanizzazione. […] La stilizzazione del contenuto e dei personaggi deforma in senso caricaturale la società civilizzata. La tensione drammatica risulta ridotta, in quanto si annulla il momento culminante del conflitto. I protagonisti appartengono ad un ambiente omogeneo e si distinguono per il loro comportamento amorfo e privo di vitalità. L’avvocato si identifica con l’incarico che deve svolgere; il commissario recita la sua parte da attore, assumendo stravaganti travestimenti per proseguire le indagini. Soltau è il capro espiatorio che soltanto la capacità di deduzione logica dell’avvocato riesce a discolpare. La sfera legale è riconducibile a un nucleo famigliare benestante, cui il decoro sociale offre un’adeguata protezione da qualsiasi implicazione delittuosa. […] I presupposti etici della condotta umana si cristallizzano in passioni violente che scoppiano in un eccesso di irrazionalità, come dimostra la conclusione tragica della vicenda criminale, cui fa seguito quella sentimentalità melliflua e kitsch, che costituisce la scenografia.dell’opera.” (fonte)

Estratto

Quando la notizia dell’arresto di Soltau giunse alle orecchie dell’avvocato Sanders, questi aveva deciso su due piedi di incaricarsi della difesa di Soltau. Esigette i documenti. Ma la lettura degli stessi lo fece andare ancora più in confusione. Tutto ciò che la propria logica gli avesse sussurrato a favore della colpevolezza dell’amico, cento volte e ancora altre cento fu confermato dagli indizi del giudice istruttore e dalla logica delle lettere nere spietate sul foglio freddo e bianco dei documenti. In modo terribile vide il proprio pensiero dirigersi a sfavore dell’amico, e quanto più si immergeva nel materiale dei documenti, per trovare un gap di prove in grado di permettere a Soltau di essere rilasciato, tanto più vedeva la rete della colpevolezza stringersi forte attorno all’amico. Eppure, era davvero possibile? Come poteva essere accaduto? E decise di adempiere al suo obbligo come amico e come avvocato e di andare a trovare Soltau in prigione. Era un’immagine addolorante quella che si offrì all’avvocato, quando entrò nella cella di Soltau. Nel suo lavoro aveva già dovuto fare di frequente visite del genere in prigione, questo apparteneva ai suoi mesti obblighi. Provò orrore all’idea di rivedere lì quell’uomo che lui, in altre circostanze, aveva visto vestito molto accuratamente e in allegra compagnia. Eppure così doveva andare. Quando la porta della cella si richiuse dietro di sé, la prima parola, che cacciò fuori emozionato, fu solo per non concedere alcuno spazio al suo profondo sconvolgimento: «Erich, sarò il tuo avvocato!» Poiché l’immagine a lui offerta superò i suoi timori peggiori.

La traduttrice – Roberta Fausta Ilaria Visone

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Mi chiamo Roberta Fausta Ilaria Visone e sono nata sotto il segno del Sagittario a Forcella (NA). Sono abilitata al TFA di inglese e laureata in Linguistica e Traduzione Specialistica presso L’Orientale.

Studio e amo le lingue straniere da quando avevo 8 anni, sono docente di TEDESCO LIVELLO A1/A2 presso il sito Languages Translators  e sono ai primi passi nel mondo dell’insegnamento. Fino a giugno 2016 ho lavorato all’ITES “F. Galiani” di Napoli per incarico di supplenza .

Divoro libri da quand’ero piccola: in particolar modo amo i classici e 2 saghe fantasy e una terza che io definisco “fantastorica”, alias Harry Potter, Il Signore degli Anelli + prequel e Le Cronache del Ghiaccio e del Fuoco.

Scrivo da quando ero adolescente (diari, blog di MSN, ve lo ricordate?, Facebook e altri mezzi) e dopo tanti anni ho deciso di mostrare ciò che rappresenta un riassunto delle mie esperienze personali, sentimentali e sociali vissute finora: Poesie di periferia.

Possiedo due pagine FB: Roba da linguistica tedesca e altro e Poesie di periferia, dedicata all’omonimo libro.

Oltre alla scrittura, nel corso della mia vita mi sono dedicata anche alla musica (corso di pianoforte, canto corale – voce contralto – e cembalista) e al teatro (spettacoli del regista Paolo Belardo).
In cantiere vi sono un romanzo (forse due), un breve trattato satirico e una pièce teatrale.