“Cora”, di George Sand

Sinossi

Cora” è un romanzo considerato minore nella vasta e ricca produzione di George Sand. Quest’opera breve (60 pagine circa) porta impresso in realtà il segno abile, raffinato e arguto della celebre scrittrice francese, al pari dei suoi testi più conosciuti. È il racconto – venato di garbata e intelligente ironia – dell’iniziazione amorosa di un giovane uomo, Georges, che reduce da un lungo periodo sull’Île de Bourbon, si stabilisce per un periodo in una cittadina della provincia francese e si innamora, non ricambiato, della bella Cora. La penna affilata della Sand si scaglia in queste pagine contro i costumi provinciali della borghesia (non privi di certa grettezza e superficialità) e gli eccessi di una generazione che vive il romanticismo con tale esaltata sensibilità da confondere letteratura e realtà. 
La scelta di questo testo di piacevolissima lettura è motivata dalla presenza di due aspetti che mi stanno molto a cuore: i forti riferimenti al Romanticismo, non da ultimo ai Contes Fantastiques di E.T.A. Hoffmann, tradotti in Francia proprio in quegli anni (tema del quale mi occupo da tempo) e la condizione della donna nella società di inizio Ottocento, in netto contrasto con la scelta di vita della Sand, che propende per un’esistenza libera, sfidando le convenzioni sociali.

La traduttrice – Ilaria Biondi

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Mi chiamo Ilaria e sono nata quarantadue anni fa sotto il segno dell’Acquario (con i piedi sulle nuvole, permalosa, un pizzico folle, solare ed estroversa ma, al contempo, gelosa dei miei spazi di solitudine e silenzio e dei miei momenti di ritrosia).
Ho una formazione linguistico-letteraria (Laurea in Lingue e Letterature Straniere e Dottorato di Ricerca in Letterature Comparate) e la Francia è stata per un lungo periodo la mia seconda casa (ora non più, ma lo è nel mio cuore).
Lavorativamente parlando sono precaria e il mio gagnepain non ha nulla a che fare con la mia formazione e le mie passioni (lettura, scrittura, traduzione, insegnamento), tuttavia le coltivo da sempre, e con tenacia, annaffiandole ogni giorno con i miei sogni, esponendole al calore del mio entusiasmo, concimandole con la voglia di fare e l’impegno costante.
Quanto alla traduzione, mi sono occupata (e continuo a farlo, sebbene in modo mio malgrado discontinuo) di critica della traduzione, partendo da una prospettiva comparatistica per poi approdare agli studi sul transfert.
Non ho pubblicazioni attive di testi di narrativa, pur avendo alcune traduzioni di racconti e testi brevi chiuse nel cassetto (insieme ad altre scartoffie…).
Forse un giorno – come la protagonista del romanzo di Rabih Alameddine – mi deciderò a farle uscire di lì, a svuotare gli scatoloni di cartone e ad appendere i fogli ai fili del bucato per far prendere loro aria, per farli volare.
Nel frattempo, continuo a studiare, a leggere, a ricercare, ad approfondire, a riempire pagine, diari, quaderni, fogli virtuali. A circondarmi e avvolgermi di parole.