Nel mio dialetto si dice che “nessuno è nato imparato”, una perla di saggezza marchigiana per dire che ognuno di noi ha pur dovuto iniziare da qualche parte e acquisire conoscenze, abilità ed esperienza lavorando sodo, facendo errori e sacrifici. I traduttori non fanno eccezione. Credo che nessuno sia diventato traduttore o traduttrice di successo da un giorno all’altro, guadagnando cifre a sei zeri dal primo mese di attività, senza alcun tipo di training in campo linguistico e di traduzione e soprattutto senza mai commettere un singolo errore. È il sogno di tutti, come negarlo, ma purtroppo la realtà è ben diversa.

Non ho la presunzione di considerarmi un’esperta (lungi da me!) ma conosco bene la sensazione che si prova quando si hanno una passione e una serie di idee confuse (e per lo più erronee) su come intraprendere la carriera dei propri sogni e possibilmente avere successo. Ho ancora tantissima strada da fare, ma in questa mia corsa a ostacoli  e mi piacerebbe condividerle, sperando possano essere d’aiuto a qualcuno.

Parliamo quindi di uno dei pilastri su cui si fonda un business di successo: le specializzazioni.

Uscita dall’università con la mia bella laurea magistrale, sapevo un discreto numero di cose sulla teoria della traduzione e sulla traduzione letteraria, ma non avevo idea della necessità di ritagliarmi un mercato di nicchia. Perciò eccomi partire alla riscossa, con la ferma (e inconsciente) convinzione di essere in grado di tradurre un po’ di tutto. Un giorno però capita nella mia posta in arrivo un manuale utente di metrologia, migliaia di parole di terminologia ingegneristica specifica di cui capivo meno di nulla. Dopo giorni e notti di ricerca matta e disperatissima e infinite riletture cercando di dare un senso al mio testo, consegno la traduzione, ripromettendomi di non accettare mai più nulla di simile. Ho imparato la lezione: se voglio fare un lavoro di qualità, non posso tradurre tutto ciò che mi capita sottomano, devo specializzarmi.

Come scegliere le specializzazioni: la regola del tre

Nel processo lungo e periglioso alla ricerca della mia identità in quanto traduttrice, mi sono imbattuta nel canale Youtube di Marta Stelmaszak, Want Words TV. In una delle sue lezioni, Marta parla della “regola del tre” (rule of three) a proposito di specializzazioni, dicendo di scegliere secondo i seguenti criteri:

  1. Qualcosa di non troppo comune nella nostra lingua d’arrivo, che paghi bene e porti una quantità stabile di lavoro, un porto sicuro che ci permetta di pagare l’affitto e le bollette insomma. [Se poi coincide con qualcuno dei nostri interessi, ancora meglio, aggiungo io. Personalmente non sarei in grado di tradurre testi finanziari, ad esempio, l’argomento mi è davvero ostico e lontano anni-luce dai miei interessi.]
  2. Qualcosa di cui siamo esperti conoscitori e che riteniamo di essere molto bravi a tradurre.
  3. Qualcosa che ci appassiona e ci piace davvero tradurre.

Ho trovato questi consigli estremamente validi e li ho seguiti alla lettera. Ho analizzato i miei punti di forza e le mie carenze, i miei interessi e le mie passioni, i miei obiettivi e le mie speranze per il futuro. Cosa abbastanza sorprendente per un’indecisa cronica come me, il processo si è sviluppato in modo abbastanza naturale e in poco tempo sono riuscita a elaborare un piano preciso di ciò su cui mi sarei dovuta mettere a lavorare.

Come lavorare sulle proprie specializzazioni: piattaforme e siti internet

La pratica rende perfetti, ma senza una solida conoscenza di base non si va da nessuna parte. Se non sono in grado di capire i concetti a cui un testo fa riferimento, la mia traduzione sarà al massimo mediocre. Non entrerò nel dettaglio di aree specifiche di traduzione, ma vorrei presentare alcune piattaforme che trovo molto utili per la costruzione della conoscenza di base di cui sopra.

  1. Coursera (inglese): Una delle mie piattaforme MOOC preferite (insieme a Future Learn). Offre un’ampia gamma di corsi su qualsiasi tipo di argomento. Ogni corso di solito è costituito da lezioni video, integrate con appunti scaricabili in formato PDF per ciascuna lezione, un forum per conoscere e interagire con altri studenti (soprattutto per i corsi a carattere più creativo, il feedback dei compagni di corso è molto importante), esercizi e compiti a casa, oltre a una sezione facoltativa di approfondimento con articoli e materiali supplementari per esplorare l’argomento a un livello più dettagliato. Ogni corso ha una durata media di 4-6 settimane e spesso richiede il completamento di test o compiti settimanali. Alcuni corsi, invece, sono completamente self-paced, se non volete saperne di scadenze (quelle lavorative sono già abbastanza stressanti!). La maggior parte dei corsi è completamente gratuita, si paga solo il certificato di superamento finale, facoltativo, se si desidera avere una prova tangibile di completamento.
  2. eCPD webinars (inglese): è una piattaforma che offre webinar, corsi e video online su varie aree di specializzazione rivolte nello specifico a traduttori. Le sessioni di solito sono in diretta, ma vengono registrate e inviate ai partecipanti in un secondo momento, in modo che chiunque non riesca a partecipare in quel particolare giorno, possa comunque guardare la presentazione e ricevere tutti i materiali. L’offerta è piuttosto varia e i docenti sono sempre scelti tra i maggiori esperti nel proprio campo di specializzazione.
  3. Proz webinars (90% inglese, ma ci sono alcuni buoni corsi anche in italiano): Io ho iniziato da qui. Proz è una piattaforma per traduttori e agenzie di traduzione che può essere utilizzata per offrire/trovare lavoro, comunicare con colleghi, condividere contenuti, chiedere e rispondere a domande e imparare gli uni dagli altri. Proz offre una scelta ampissima di webinar rivolti a traduttori e linguisti su una varietà di argomenti (da aree specifiche di specializzazione a marketing per traduttori, personal branding, CAT tool e chi più ne ha più ne metta), il tutto a prezzi ragionevoli. Ogni anno, in occasione del Translation Day, Proz organizza inoltre due giorni di webinar gratuiti per tutti, da non perdere!
  4. Corsi online e in presenza organizzati da scuole di formazione per traduttori (italiano): STL Formazione, ad esempio, offre cicli di webinar e workshop di una o due giornate in presenza a Pisa su una varietà di aree di specializzazione estremamente interessanti. L’organizzazione è ottimale, i docenti sono sempre preparatissimi, i corsi sono ben strutturati. Oppure c’è La Matita Rossa, che offre corsi di traduzione editoriale da inglese, francese e spagnolo, in dodici lezioni che toccano tutti gli aspetti della traduzione editoriale (letteraria e non), revisione e aspetti pratici quali strumenti utili, proposte di traduzione, il procedimento fiscale, ecc… In più, si hanno 6 ore di tutoraggio individuale online con il proprio docente per correggere insieme esercizi e discutere su eventuali dubbi e domande. Altra alternativa molto valida sono i corsi di Langue & Parole, tutti online con registrazioni disponibili per gli iscritti.
  5. Siti internet di associazioni di traduttori: la maggior parte delle associazioni professionali di traduttori (ITI, ATA, IAPTI, AITI, ecc.) offrono webinar ed eventi per membri e non. Vale sempre la pena dare un’occhiata agli eventi organizzati dalla propria associazione di riferimento, per scovare qualcosa di interessante nella propria zona o online.
  6. Blog di colleghi: spesso si ha la tendenza a pensare che tutto ciò che non è un corso o una lezione “ufficiale” non possa essere considerato studio. Niente di più falso. Blog e libri scritti da colleghi esperti possono essere risorse preziosissime per imparare qualcosa in merito ad aree di interesse comuni, anche se non le si potrà inserire nel CV. La mia più grande fonte di ispirazione e le mie idee migliori finora sono scaturite proprio da questi tipi di blog.
  7. La cara vecchia biblioteca: Non sottovalutate mai il potere di una vecchia biblioteca tradizionale. State cercando di specializzarvi in testi legali? Prendete in prestito un codice penale dalla biblioteca della vostra zona e studiate da soli. Nessun esame, nessun certificato. Alla fine, quello che conta è ciò che si impara, sarà quello a darvi fiducia in voi stessi e nelle vostre capacità e vi renderà professionisti migliori.

Pratica, pratica, pratica!

Infine, come dicevo sopra, fare un sacco di pratica è fondamentale. Potete prendere in prestito libri specializzati nella vostra lingua di partenza e tradurne dei frammenti nella lingua d’arrivo, o trovare articoli su internet da tradurre come esercizio, partecipare al TED Open Translation Project e tradurre video inerenti alla vostra area di specializzazione. Chiedete a qualcuno esperto nel settore di leggere le vostre traduzioni (un amico, un familiare, un altro traduttore): soprattutto all’inizio, ottenere feedback è davvero importare per porre solide basi su cui lavorare.

Queste sono le mie risorse di riferimento per lo sviluppo professionale, ma c’è tantissimo altro in giro! Il segreto di fondo è essere curiosi, determinati e lavorare sodo.

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5 thoughts on “Traduzione freelance, istruzioni per l’uso: Specializzazioni [a cura di Federica Bruniera]

  1. L’ha ribloggato su Words in Wonderlande ha commentato:
    L’ultima settimana è stata un po’ eclettica. Come alcuni sapranno e altri no, ho ricevuto ufficialmente la residenza permanente in Canada dopo un anno di attesa, tanta burocrazia e altrettanti patemi d’animo. Inutile dire che la cosa mi rende molto felice, ma allo stesso comporta un sacco di scartoffie supplementari: nuovo codice fiscale, tessera sanitaria per cui finalmente posso essere investita da un tram in pace sapendo di poter ricevere delle cure, patente con nuovi esami teorici e pratici annessi, partita IVA… mancano solo i moduli per i bollini del supermercato. Il tutto per dire che questa settimana, invece di propinarvi un post improvvisato e scritto a caso, preferisco riproporre un mio contributo sul sito della Bottega dei Traduttori, gruppo di traduttori letterari di cui sono onorata di far parte, in merito alle specializzazioni: come sceglierle e coltivarle. Buona settimana e buona lettura!

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  2. Salve a tutti, articolo molto interessante, mille grazie. Vorrei un consiglio…. lavoro come scrittore e traduttore freelance per una compagnia inglese da due anni e mezzo e parlo spagnolo in modo fluente. Dopo SIELE, IELTS, magistrale in lingue, anni all’estero e un altro master, sto pensando di specializzarmi in qualcosa in ambito traduzioni, dato che il lavoro mi piace proprio e lavorare da casa ancora di più. La domanda è: cosa? Sí, seguire i miei interessi, ma qual’è il settore più richiesto, che mi permetta di lavorare? Ho visto che la UAB di Barcellona propone un master in traduzione audiovisiva a distanza, apparentemente molto buono, ma quali sono presente e futuro di questo settore?

    Mille grazie per l’attenzione!!

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