Workshop di traduzione “Dire quasi la stessa cosa: scoprire la traduzione, conoscere il traduttore” [a cura de La Bottega dei Traduttori]

Lo staff de “La Bottega dei Traduttori” è lieto di invitarvi al workshop “Dire quasi la stessa cosa”: scoprire la traduzione, conoscere il traduttore. Digressione tecnico-letteraria, analisi teorica e spunti pratici di un mondo poliedrico in continua evoluzione, con interventi focalizzati sul mondo della traduzione tecnica ed editoriale. Continue reading “Workshop di traduzione “Dire quasi la stessa cosa: scoprire la traduzione, conoscere il traduttore” [a cura de La Bottega dei Traduttori]”

Lo scatto del velocista. Ecco perché voglio essere come Jesse Owens.

Silvia Ghiara

         “Ho sempre amato correre: è un qualcosa che puoi fare contando solo su te stesso, sulla forza dei tuoi piedi e sul coraggio dei tuoi polmoni.”

 Jesse Owens

Jesse Owens

Qualche giorno fa ho visto Race, un film basato sulla vita di Jesse Owens, l’atleta afroamericano che ha vinto quattro medaglie d’oro alle Olimpiadi del ’36, a Berlino, nella Germania nazista. Sì, avete letto bene.

C’è una scena che mi ha colpita particolarmente. Durante l’allenamento, la squadra di football prende in giro gli atleti di colore, chiamandoli scimmioni. Jesse si lascia distrarre e questo influisce sulle sue prestazioni. Dopo, nello spogliatoio, il coach Snyder dimostra ai ragazzi come si fa a resistere alle distrazioni, trasformando le voci che ci vogliono rallentare in semplice rumore. Così continua a parlare, ignorando le urla della squadra alle sue spalle, fino a che gli atleti non sono talmente concentrati da sentire solo la…

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The Lonely Translator – Getting Out of Your Home Office

Ben Translates

working-alone Photo Credit: Evan Clark via Unsplash

Many translators are natural introverts. They are not saddened by long days spent alone with a text they are working on. Quite the contrary. Many translators are revived and recharged by spending time by themselves. Many translators, however, are the opposite. They are gregarious, sociable people who prefer spending time in the company of others. They excel at networking and customer interaction. If given the choice, they would choose being among many over being by themselves.

For the latter group, freelancing can pose a challenge, particularly at the beginning. Most freelance translators probably started off doing something else, likely in an office setting or at least in an environment with more than just one person. When they start to freelance, they often miss the camaraderie they once had with their colleagues. So, how can translators stave off loneliness and remain happy and productive? Below…

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Tradurre o non tradurre? 7 dritte per orientarsi

linguaenauti

Sarà questione di attenzione selettiva o uno degli effetti collaterali del blog, ma ultimamente mi capita spesso di ricevere, o leggere nei gruppi di traduzione che frequento, messaggi di aspiranti traduttori che chiedono informazioni su questa professione. È sicuramente un bellissimo segnale, perché significa che questo settore è vivo, esercita ancora un certo fascino nonostante tutto, e stimola giovani menti avide di informazioni e suggerimenti per intraprendere questa long and winding (but very panoramic!) road.  Ma gli aspiranti sanno davvero a cosa vanno incontro? Hanno idea di cosa significhi fare questo mestiere? E queste idee sono chiare o ancora comprensibilmente confuse? Forse quello che serve è un po’ di orientamento… così ho pensato di scrivere un post tutto dedicato ai più giovani, basato sulla mia esperienza e su quella di traduttori conoscenti (d’ora in avanti “mia cugina”) per provare a dare una risposta alle domande che viaggiano nell’etere.

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Per…

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Intervista a Barbara Cinelli, traduttrice e fondatrice della Triskell Edizioni [a cura di Annarita Tranfici]

La settimana scorsa abbiamo ospitato sul nostro blog Raffaele Tutino, specializzato in localizzazione di software e siti web.
Oggi, invece, accogliamo con piacere una traduttrice instancabile e coraggiosa, che nel 2013 ha fondato una casa editrice che pian piano si è guadagnata il suo spazio nel mercato editoriale italiano, grazie soprattutto alle traduzioni di narrativa straniera: Barbara Cinelli, fondatrice della Triskell Edizioni.
Barbara racconta qualcosa di sé nella biografia presente sul suo sito web:

Mi chiamo Barbara Cinelli e sono nata a Brescia nel 1973.
Dopo aver conseguito un diploma tecnico – Ragioneria – e aver frequentato il triennio di laurea breve per Assistente Sociale presso l’Università Cattolica – ho lavorato per anni come responsabile amministrativa in aziende di varie dimensioni.

Ho sempre affiancato al lavoro “ufficiale” una profonda passione per la lettura di libri in lingua italiana e inglese, per la scrittura e per la revisione dei testi.

Ho frequentato corsi di approfondimento che mi hanno permesso di rendere più solide le mie basi fino a quando, nel 2011, è iniziata la mia esperienza nel mondo editoriale grazie alla collaborazione con la casa editrice americana Dreamspinner Press, per la quale ho iniziato a tradurre romanzi dall’inglese all’italiano.

Successivamente mi è stato proposto di diventare coordinatrice italiana del loro progetto. Credevo moltissimo in ciò che stavano facendo ed ero entusiasta di poter lavorare per loro e con loro. Di certo, questa esperienza mi ha dato modo di migliorare le mie competenze e di ampliare le conoscenze legate al “dietro le quinte” del mondo editoriale.

Nel 2013, ho fondato la casa editrice Triskell Edizioni, che è ancora di mia proprietà e che ancora curo, coordino e gestisco.

barbara_cinelliCiao Barbara e benvenuta. Inizio questa intervista chiedendoti: da quanti anni lavori come traduttrice? Com’è iniziata la tua carriera e che tipo di studi hai fatto?

Ho iniziato a tradurre romanzi verso la fine del 2010, quando è iniziata la mia collaborazione con una casa editrice americana. Prima traducevo amatorialmente sottotitoli di serie TV, ma non mi ero mai avvicinata alla traduzione letteraria.

Non ho una formazione specifica legata alle traduzioni, visto che sono una ragioniera che poi ha frequentato tutt’altro all’università. Ho sempre però affiancato al lavoro quotidiano una profonda passione per la lettura di libri in lingua italiana e inglese, per la scrittura e per la revisione dei testi. Ho frequentato corsi di approfondimento che mi hanno permesso di rendere più solide le mie basi fino a quando, appunto verso la fine del 2010, è iniziata la mia esperienza nel mondo editoriale grazie alla collaborazione con Dreamspinner Press, per la quale ho iniziato a tradurre romanzi dall’inglese all’italiano. Successivamente mi è stato proposto di diventare coordinatrice italiana del loro progetto e ciò mi ha permesso di migliorare le mie competenze e di ampliare le conoscenze legate al “dietro le quinte” del mondo editoriale. Continue reading “Intervista a Barbara Cinelli, traduttrice e fondatrice della Triskell Edizioni [a cura di Annarita Tranfici]”

Il Fado, canto popolare urbano del Portogallo [a cura di Adela Allajbej]

Questo articolo ci porta in Portogallo, per farci conoscere il Fado, il canto popolare più famoso del Paese, considerato patrimonio dell’umanità.

Il Fado nasce nella prima metà del XVIII secolo, nei quartieri umili di Lisbona e attraverso le onde della radio si espande in tutto il Portogallo. Il Fado è l’espressione musicale dell’anima di Lisbona. La parola “fado” proviene da latino “fatum” che significa “destino”. Per le sue somiglianze si paragona al tango. La stessa passione, virilità, machismo, donna-oggetto, caratteristiche che lo hanno trasformato in una espressione artistica introversa, intima, di malinconia, o di “saudade” come dicono i portoghesi. Continue reading “Il Fado, canto popolare urbano del Portogallo [a cura di Adela Allajbej]”

I 7 no che aiutano (i traduttori) a crescere

Interessante e utile per ogni traduttore.
Grazie, come sempre, a Eleonora per questo bellissimo post.

linguaenauti

I no che aiutano a crescere è un saggio bestseller della psicoterapeuta infantile americana Asha Phillips, pubblicato in Italia nel 1999 da Feltrinelli e ancora molto letto dai genitori alle prime armi (e non) alla ricerca di una guida per districarsi tra capricci e bisogni. Come suggerisce il titolo, il libro sostiene che i limiti aiutino i bambini a dare confini al proprio mondo e, lungi dal tarpare loro le ali, li spingano a comprendere meglio le proprie potenzialità e ad avere fiducia in se stessi. E forse una delle ragioni del suo successo è che questo saggio, come molti ottimi testi sull’età evolutiva, ci offre una chiave di lettura per noi stessi, le nostre esperienze passate e i cosiddetti “fantasmi della cameretta”, consci o inconsci, che emergono quando ci troviamo a riflettere su quel calderone magico della personalità adulta che è l’infanzia.

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Ma cos’ha a che vedere tutto questo con i traduttori freelance?…

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